Kadomatsu: significato e tradizione della decorazione giapponese di Capodanno

Scopri il kadomatsu: origine, significato e simbolismo della decorazione giapponese di Capodanno, realizzata con pino, bambù e altri elementi augurali.

KULTUR, TRADITION UND GLAUBE

Seiko und Patrick Begert

12/21/20254 min leggere

Kadomatsu con bambù tagliato in diagonale, rami di pino, bacche rosse e cavoli ornamentali, alla bas
Kadomatsu con bambù tagliato in diagonale, rami di pino, bacche rosse e cavoli ornamentali, alla bas

Alla fine di dicembre, davanti a case, negozi e altri edifici giapponesi compaiono composizioni di pino e bambù: sono i kadomatsu (門松), tra i simboli più riconoscibili del Capodanno.

Il loro nome significa letteralmente “pino del portone”. Nella tradizione, indicano il luogo in cui accogliere Toshigami-sama, la divinità del nuovo anno, alla quale si rivolgono auspici di prosperità e benessere.

Il kadomatsu appartiene così al mondo dell’Oshōgatsu, il Capodanno giapponese: un periodo in cui preparare la casa significa anche dare forma all’attesa e al desiderio di un nuovo inizio.

Gli elementi simbolici del kadomatsu

Le composizioni variano secondo la regione, il luogo e le scelte di chi le realizza. Pino e bambù sono particolarmente comuni; il susino può comparire, ma non è un elemento obbligatorio.

Bambù — take

Molti kadomatsu presentano tre fusti di bambù di altezze differenti. Il taglio superiore può essere diagonale oppure orizzontale, secondo lo stile.

Il bambù richiama vigore, crescita e continuità della vita. La sua presenza nelle decorazioni cerimoniali si collega anche al carattere sempreverde della pianta.

È un materiale che attraversa molti aspetti della cultura giapponese: il takezaiku, l’artigianato del bambù, ne mostra le possibilità attraverso intrecci, recipienti e oggetti d’uso.

Pino — matsu

Il pino è centrale già nel nome kadomatsu. Poiché conserva il verde anche durante l’inverno, viene associato alla longevità e alla continuità.

La parola matsu richiama inoltre, attraverso la stessa pronuncia, il verbo “attendere”: un’associazione adatta all’attesa della divinità del nuovo anno.

Il pino, tra le essenze presenti nella cultura materiale giapponese, assume qui soprattutto un significato rituale e augurale.

Susino — ume

Quando vengono aggiunti rami o fiori di susino, questi richiamano il ritorno della vita durante la stagione fredda.

La fioritura precoce dell’ume si presta a esprimere speranza, rinnovamento e capacità di affrontare l’inverno.

Pino, bambù e susino formano la combinazione augurale chiamata shōchikubai (松竹梅). Non ogni kadomatsu comprende però tutti e tre gli elementi.

Altri materiali e decorazioni

Si possono incontrare anche paglia, corde, bacche, cavoli ornamentali e altri elementi vegetali.

Queste aggiunte contribuiscono al carattere della composizione, ma non esiste un unico modello valido per ogni luogo e famiglia.

Origini e sviluppo della tradizione

Il kadomatsu si collega all’antica consuetudine di utilizzare alberi e rami sempreverdi per accogliere le divinità.

Le testimonianze dell’impiego di rami di pino presso gli ingressi risalgono al periodo Heian. Le forme cambiarono nel tempo, sviluppando combinazioni e stili differenti.

La composizione con grandi fusti di bambù, oggi molto riconoscibile, non deve quindi essere considerata l’unica forma storica del kadomatsu.

Anche le tradizioni locali hanno conservato soluzioni più semplici, nelle quali il pino rimane l’elemento principale.

Quando si prepara il kadomatsu?

Gli ultimi giorni di dicembre

Oggi molte persone preparano le decorazioni negli ultimi giorni di dicembre. Il 28 è una data frequentemente scelta; anche il 30 è previsto da diverse consuetudini.

Due date vengono tradizionalmente evitate:

  • 29 dicembre: la pronuncia del numero nove, ku, richiama la parola associata alla sofferenza.

  • 31 dicembre: preparare tutto soltanto alla vigilia viene chiamato ichiya-kazari, “decorazione di una sola notte”, e può essere considerato un benvenuto affrettato alla divinità.

Non si tratta di un calendario seguito in modo identico da tutti. Le abitudini familiari e regionali hanno un ruolo importante.

Dove viene collocato?

La disposizione più conosciuta prevede una coppia di kadomatsu ai lati di un portone o di un ingresso.

La loro funzione tradizionale è segnalare un luogo preparato per accogliere Toshigami-sama. Sono quindi legati alla soglia e al passaggio verso lo spazio domestico o lavorativo.

Dimensioni e disposizione possono cambiare, soprattutto negli edifici contemporanei.

Quando si toglie il kadomatsu?

Il periodo durante il quale rimangono esposte le decorazioni viene chiamato matsu no uchi.

In molte zone termina intorno al 7 gennaio; in altre, comprese diverse località del Giappone occidentale, si protrae fino al 15 gennaio.

Queste date sono riferimenti diffusi, non una regola nazionale senza eccezioni.

Il rito del dondo-yaki

In numerose comunità, le decorazioni vengono portate a un falò rituale chiamato dondo-yaki, tondo o con altre denominazioni locali.

Il fuoco accompagna simbolicamente la conclusione del periodo festivo e il congedo della divinità.

Luoghi, date e materiali accettati dipendono dagli organizzatori: non ogni santuario raccoglie qualsiasi decorazione.

Kadomatsu e altre decorazioni di Capodanno

Il kadomatsu non va confuso con lo shimekazari, la decorazione spesso appesa alla porta.

Lo shimekazari si collega alla tradizione della shimenawa, la corda che delimita uno spazio sacro.

Kadomatsu e shimekazari possono comparire insieme, ma svolgono ruoli distinti. Il primo segnala l’accoglienza della divinità; il secondo richiama la preparazione e la delimitazione di uno spazio purificato.

Un altro elemento del Capodanno è il kagami mochi, l’offerta di dolci di riso sovrapposti.

Le forme contemporanee del kadomatsu

Accanto alle grandi composizioni davanti a negozi, alberghi e aziende, esistono:

  • Piccoli kadomatsu per ingressi domestici.

  • Composizioni dalle forme essenziali.

  • Modelli adatti a spazi ridotti.

  • Interpretazioni decorative realizzate con materiali differenti.

Il significato religioso non viene vissuto nello stesso modo da tutti. Per alcune persone rimane centrale; per altre, il kadomatsu rappresenta soprattutto un’abitudine familiare o un segno visibile della stagione.

La continuità della tradizione comprende anche queste differenze.

Kadomatsu e sensibilità estetica giapponese

Il kadomatsu mostra come una composizione vegetale possa collegare spazio, stagione e significato.

L’altezza dei fusti, la disposizione del pino, la consistenza della paglia e il rapporto con l’ingresso contribuiscono all’effetto complessivo.

La sua presenza è inoltre limitata nel tempo: viene preparato per un momento preciso dell’anno e poi rimosso. Questa temporaneità rende visibile il passaggio da una stagione rituale all’altra.

Non è necessario interpretare ogni composizione attraverso un’unica filosofia estetica. Il suo significato nasce anche dal luogo, dalle consuetudini e dalle persone che la preparano.

Conclusione: un benvenuto che prende forma

Il kadomatsu riunisce materiali naturali e gesti di preparazione in un oggetto riconoscibile. Un ingresso cambia aspetto e diventa il luogo di un’attesa.

Pino, bambù e gli eventuali altri elementi esprimono auspici per l’anno che comincia, attraverso forme tramandate e continuamente adattate.

Per chi si interessa al kōgei e all’artigianato giapponese, offre un esempio del rapporto tra materiale, lavorazione e occasione d’uso. La composizione acquista significato perché viene preparata, collocata e osservata in un momento particolare della vita.